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Antioxid.Plus

Antioxid.Plus

Componenti:

Acido α-Lipoico, Coenzima Q10, Glutatione, N-Acetilcisteina.

Acido Alfa-Lipoico

L’acido alfa-lipoico come tale (LA) e in forma idrogenata (DHLA) agisce da cofattore per numerosi enzimi che partecipano al processo di conversione del glucosio, degli acidi grassi e delle altre fonti energetiche in adenosin trifosfato (ATP) (es. piruvato deidrogenasi, alfa-chetoglutarato deidrogenasi). Tale processo, che avviene a livello dei mitocondri cellulari, comprende quel complesso insieme di reazioni che è noto con il nome di “ciclo di Krebs”. La disponibilità di acido lipoico a livello cellulare, aumenta la percorribilità del ciclo di Krebs e conseguentemente anche l’efficienza dell’intero processo. Per lungo tempo l'acido lipoico è stato conosciuto come coenzima di un complesso multienzimatico che catalizza la decarbossilazione dei chetoacidi, mentre le indagini più recenti si sono soffermate sulle sue proprietà antiossidanti. Sia LA che DHLA, sono potenti "scavengers" dei radicali liberi e sono in grado di complessare ioni metallici. Essi, inoltre, sono responsabili della rigenerazione delle forme attive di altri antiossidanti cellulari, incluse la vitamina C ed E. Inoltre, l'acido lipoico è coinvolto nella regolazione del metabolismo dei lipidi e dei carboidrati; viene facilmente assorbito a livello intestinale, attraversa la barriera emato-encefalica, e non presenta effetti collaterali di rilievo. E’ impiegato nel trattamento di malattie metaboliche e degenerative (diabete, neuropatie), ha un’azione detossicante (metalli, funghi) e può essere utile nelle epatopatie.

Coenzima Q10

Attualmente viene impiegato nelle patologie cardiovascolari, nella distrofia muscolare, nell'angina pectoris. Il Q10 è sintetizzato dal nostro organismo, ma la sua produzione diminuisce con l'età. Il fabbisogno giornaliero si stima essere di 5 mg, mentre l'integrazione consigliata per chi supera i 35-40 anni è di 50 mg al giorno. Poiché l’HMG-CoA riduttasi, enzima chiave della via metabolica del mevalonato per la sintesi del colesterolo interviene anche nella sintesi del CoQ10, chi è sottoposto a terapie ipocolesterolemizzanti (statine) manifesta una riduzione dei livelli ematici di Coenzima Q10; tale riduzione è messa in correlazione con l’insorgenza di miopatie in seguito ad assunzione cronica di statine. Si studia attivamente un suo utilizzo nel Parkinson: coltivando fibroblasti prelevati dalla cute di soggetti malati si sono evidenziati difetti mitocondriali che in vitro possono essere parzialmente corretti attraverso l'uso di CoQ10; è accertato, inoltre il suo ruolo di protezione neuronale. Se ne valuta l’impiego anche nella profilassi dell'emicrania, nell'atassia di Friedreich e nella degenerazione maculare, una patologia retinica, principale causa di cecità nei paesi industrializzati. In caso di patologie cardiache, la somministrazione preoperatoria di CoQ10 è in grado di migliorare la funzionalità cardiaca in fase post operatoria. Il fabbisogno di CoQ10 è notevolmente incrementato negli atleti sottoposti a grossi carichi di lavoro e comunque in tutte le situazioni di aumentato stress ossidativo.

Glutatione

Coadiuvante nelle intossicazioni da alcol etilico e da alcuni gruppi di farmaci (chemioterapici, antineoplastici, antitubercolari, neurolettici, antidepressivi e paracetamolo) e nella profilassi e nel trattamento dei danni da radiazioni. Il glutatione è un tripeptide naturale presente nelle cellule di tutti gli organi ed apparati. La sua ampia distribuzione è collegata ad una estesa varietà di funzioni biologiche e riveste importanza fondamentale in numerosi processi biochimici e metabolici. Il gruppo solfidrilico della porzione cisteinica del glutatione è fortemente nucleofilo e perciò rappresenta un target primario di attacco elettrofilo da parte di sostanze chimiche o di loro metaboliti reattivi con conseguente protezione di siti nucleofili essenziali il cui attacco darebbe luogo a un processo di danneggiamento cellulare. Il glutatione reagisce infatti con una gran varietà di metaboliti ossidati organici, dando origine a composti coniugati meno tossici che possono essere più facilmente ed ulteriormente metabolizzati ed escreti come acidi mercapturici.

N-Acetilcisteina

La N-AcetilCisteina, è una sostanza dotata di azione antiossidante diretta, presentando un gruppo  tiolico libero (-SH) in grado di interagire direttamente con i radicali ossidanti. L'N-AcetilCisteina (NAC) è in grado di inibire i processi genotossici e di carcinogenesi e di disseminazione metastatica delle cellule maligne.  Il trattamento con NAC ha un effetto protettivo  sulle cellule endoteliali in quanto contrasta l'apoptosi indotta dal TGF-beta ed il danno citogenico indotto dal paraquat. La NAC svolge un ruolo di primaria importanza per il mantenimento di adeguati livelli di Glutatione (GSH), contribuendo alla   protezione cellulare dagli agenti tossici che, per il progressivo  impoverimento di GSH, sarebbero liberi di espletare la loro azione dannosa sulle cellule.

Indicazioni: protezione di membrana, supporto alla detossicazione, sostegno alle terapie ormonali.

Posologia (come integratore alimentare ad attività antiossidante): 1 cp/die, durante un pasto.

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